Voglio Essere Libero
Omaggio a Rudolf Nureyev
Coreografia di Michele Merola
Musiche originali di Valter Sivilotti
Regia di Walter Mramor
Costumi di Alessio Rosati
Disegno luci e progetto video Cristina Spelti
Danzano
Vincenzo Capezzuto, Susanna Giarola, Enrico Morelli
Camilla Colella, Davide Di Giovanni, Maurizio Drudi, Paolo Lauri,
Luana Moscagiugli, Giovanni Napoli
Solisti
Franca Drioli Soprano
Con due citazioni musicali tratte da
Step' da step' krugom - canto popolare Russo (consulente per la musica russa Irina Ovtcinnikova)
Ai preat la biele stele - Franco Escher
Testi originali di Edoardo De Angelis e Mariacristina Di Giuseppe
con citazioni di testi poetici di Carlo Michelstaedter, Sergej Esenin e Srečko Kosovel
Un muro non caduto questo, un amore non vissuto. A memoria che ogni limite, per quanto liberatorio, può cadere tardivamente. Anche un giorno e qualcuno è già perso, parole non dette, adii negati.
A dimostrazione che la “posa” del primo mattone decide per tanti, li curva a destini tragicamente diversi.
Rudolf Nureyev, giovane ballerino russo non libero del suo amore, decide di buttarsi oltre al potere, nel rischio, tra le braccia di gendarmi stranieri invece di rinunciare ai suoi sentimenti, alle sue aspirazioni.
Aeroporto di Parigi, 1961: a fine tournée Nureyev deve risalire sull'aereo ma sa che oltre cortina non ci sarà più libertà d'amore né possibilità di muoversi. In un attimo decide della sua vita e la cambia, si getta tra le braccia dei poliziotti francesi, chiede asilo politico. È stato Teja Kremke, giovane danzatore proveniente dalla Germania dell’Est, con il quale ha condiviso al Kirov amicizia e forse amore, a spingerlo a compiere questo gesto coraggioso. Sarebbe dovuto essere un arrivederci, fu un addio. A Berlino il cemento sale, inesorabile, poco dopo, trancia speranze e futuro. Non si vedranno mai più. Fossero loro le uniche due vittime del MURO, sarebbe già un prezzo troppo alto.
Dramma che è solo spunto: nell'opera Voglio essere
libero, prodotta da MittelFest ’09 e Daniele Cipriani Entertainment. Creata dal coreografo Michele Merola sulle magiche musiche tutte originali dell'istrionico Valter Sivilotti sotto la regia di Walter Mramor, si balla dell'amore, della libertà nell'amore, della forza del sentimento, dell'impavida gioventù, di tante negazioni, di destini cambiati, di coraggio, di sfida per il sogno, costi quel che costi. Si balla per continuare a sperare, con la forza di chi sa che può scegliersi il futuro.
Si balla contemporaneo su tematiche senza tempo, che resteranno invariate nel futuro. Si balla attraverso il tempo, attraverso la storia, oltre la storia.
Rudolf è il pretesto storico per ballare, per danzare su un amore perduto ma è solo un angelo custode che sovrasta la scena. Danzare per qualcuno è un regalo, danzare di qualcuno è riconoscenza, danzare nel ricordo è tener fede a una intima promessa.
Berlino evocata sì ma a ricordo di altre città divise, anche la nostra regione ha avuto le sue dolorose linee tirate sulla carta geografica a segare con geometrica freddezza passati e futuri.
E la danza segue fedele l'altalena umana di sogni e ideali, traditi o possibili.
Nove ballerini e una Soprano a cogliere l'umanità, a tratti coraggiosa a tratti beffata e tramortita dal destino, ad imprimere sul palco con ogni passo il battito di un cuore che non vuole né cedere né rallentare.
“ […] i danzatori sono di alto livello; nelle coreografie di gruppo si muovono all’unisono e possiedono un’intensità soprattutto nei movimenti delle braccia spesso ipercinetici e fortemente espressivi[…]Grazie alla danza che segue nel ritmo l’altalena umana di sogni irrealizzati o possibili, il pubblico immagina come deve essere stata la vita di un artista mai abbastanza ricordato.”
Il Messaggero , 24 Luglio 2009
“Sono partito dalla vicenda giovanile, per raccontare, insieme al coreografo Michele Merola, l’amore, le speranze e le negazioni, i destini di vite che cambiano repentinamente, quando la storia si abbatte su di loro. E’ uno spettacolo vicino ai sogni di futuro dei giovani.”
Il Regista Walter Mramor, intervista sul Corriere Della Sera del 18 luglio 2009.
“Il miracolo si è compiuto: Nureyev resuscita col suo sogno e la sua danza immortale.”
Il Tempo, 28 Agosto 2009
“Onore al più grande di tutti i tempi, che decise di sbriciolare il suo personale muro.”
Il Messaggero, 22 Luglio 2009
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