
in
WAITING ROOM
coreografie e regia
ENZO CELLI
In collaborazione con FUNKY BUDDA PRODUCTION di Parigi
assistente alle coreografie
Federica Galimberti
disegno luci e fonica
Massimiliano Masserelli
costumi
Luciana Strata
elaborazioni grafiche
Dingrafica
elaborazioni musicali
Enzo Celli
una produzione G.D.O.
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Note sullo spettacolo
L’uomo è delicato. Anche lì dove l’individuo appare solido, forte, difeso, acre, l’uomo rimane comunque e sempre un essere delicato e dunque prezioso.
Lo spettacolo è ambientato in una sala d’aspetto per un colloquio di lavoro. I cinque danzatori vivono un menage in cui s’incontrano, si studiano, competono a volte finemente, a volte rozzamente per cercare di accaparrarsi l’unico posto di lavoro disponibile, l’unico posto di lavoro possibile, l’unico posto di lavoro indispensabile.
È così che i gesti, gli sguardi, i movimenti diventano strumenti indispensabili per fiaccare l’avversario, diventano una sorta di arma preventiva capace di creare alleanze da tradire al momento opportuno, diventano freddi scudi per prevenire sicuri attacchi. Dalla disperazione dei cinque danzatori emerge la società attuale che tratta l’individuo come un minerale. Alla stregua di una materia prima, l’essere umano ha valore solo nel momento i cui è “lavorabile”, solo nel momento in cui è adattabile ad un processo, ad un sistema, ad un progetto.
Dall’uso dell’ hip-hop affiora una fragilità che a tratti sfocia nella delicatezza. La danza interpretata con un tecnicismo così crudo viene usata come catalizzatrice, come un bisogno, come una possibile alternativa. Dal movimento si percepisce come tale forza venga “pilotata” da un animo turbato, scosso e a tratti perso, ma che urla il suo bisogno di comprensione, il suo bisogno d’integrazione, integrazione che non mai è sinonimo di omologazione
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