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La Divina Commedia |
Musiche: MARCO FRISINA
Libretto: GIANMARIO PAGANO
Regia: MAURIZIO COLOMBI
Coreografie: MANOLO CASALINO
Proiezioni: Allestimento NOVA ARS
Costumi: Allestimento NOVA ARS
Creature fantastiche: CARLO RAMBALDI
Realizzate da: SERGIO STIVALETTI

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Un moderno spettacolo di divulgazione artistica e culturale
LA DIVINA COMMEDIA, spettacolo con musiche di Marco Frisina e libretto di Gianmario Pagano, è basato sul poema omonimo di Dante Alighieri, racconta il viaggio del Sommo Poeta tra Inferno, Purgatorio e Paradiso alla ricerca dell'Amore. Un susseguirsi di incontri con personaggi straordinari in una cornice di suggestive proiezioni che non potrete dimenticare.
Dopo aver incantato oltre 450.000 spettatori nella prima stagione del tour 2007-2008 e nella stagione estiva 2009 che ha debuttato a Firenze in Piazza Santa Croce, LA DIVINA COMMEDIA continua il suo emozionante viaggio nei più bei Teatri d’Italia con un nuovo allestimento che si avvale della regia di Maurizio Colombi, di spettacolari coreografie e di un eccezionale cast
artistico.
In due atti, suggestive proiezioni, riproducenti le immagini di Gustav Doré, fanno da sfondo a musiche che, partendo dalle sonorità del rock esprimono la drammaticità dell’Inferno e, attraverso le struggenti melodie del Purgatorio, giungono al Paradiso, dove arie sinfoniche accompagnano un’esplosione di colori, luci e coreografie.
Nella stagione 2009/2010 saranno i più bei Teatri lo scenario in cui, sullo sfondo di avvolgenti proiezioni, ripercorreremo con Dante il suo fantastico viaggio e rivivremo le storie dei celeberrimi personaggi da lui incontrati.
Questa versione elegante e sublime esalta ed evidenzia i caratteri distintivi dello spettacolo e le capacità recitative degli artisti in scena.
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“LA DIVINA COMMEDIA”
ha avuto l’onore di avere, tra i suoi conceptors, Carlo Rambaldi, già vincitore di tre Premi Oscar® per
E.T., Alien e King Kong. |
Per “LA DIVINA COMMEDIA” ha disegnato: |
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Le Tre Furie |
Il Grifone |
Il volto di Lucifero |
Atto Primo – Prologo e Inferno
Una fitta selva avvolge e imprigiona un uomo, Dante, che canta il suo desiderio di andare oltre l’oscurità che lo circonda. Da uno spiraglio di luce egli intravede l’amata Beatrice e ode la sua voce che, cantando quell’ “Amore che muove il sole e le stelle” gli infonde coraggio. In suo aiuto giunge anche Virgilio, l’ammirato poeta latino, inviato dal Cielo e dalla stessa Beatrice a proporgli un viaggio assolutamente unico che lo porterà a ritrovare la libertà e l’amore. Dante accetta e la grande avventura comincia. Dopo aver superato la Porta dell’Inferno, i due incontrano Caronte, il traghettatore infernale, che nella sua aria brillante ma dalle dure parole, preannuncia ai dannati la pena che li attende per aver vissuto senza aver saputo amare. Dentro la città infernale, Dante incontra nei vari gironi Francesca, Pier delle Vigne, Ulisse e il conte Ugolino, che in vita hanno rinnegato o frainteso l’Amore. Francesca canta la storia del suo grande e sfortunato amore in un’aria passionale e drammatica; Pier delle Vigne racconta di sé e dell’ingiustizia subita esprimendo il suo dolore sulle note del rock; Ulisse narra della sua spasmodica sete di conoscenza, mentre sullo sfondo le anime dei suoi compagni d’avventura, danzando, mimano il loro viaggio verso le Colonne d’Ercole. Il Poeta ascolta le loro storie, e duettando con ciascuno di essi partecipa della loro eterna sofferenza riconoscendosi nelle debolezze che li hanno condotti in quel luogo terribile. Dante ha infine la più terribile delle visioni: quella di Lucifero, ma immediatamente dopo il paesaggio infernale scompare. Nel concertato finale ritroviamo i dannati incontrati nella prima e terrificante parte del viaggio che cantano ancora quell’amore che in vita hanno tradito e che ora li incatena impedendo loro di “riveder le stelle”. Dante, invece, può di nuovo cantare la speranza di un volo verso la libertà.

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Atto Secondo – Purgatorio e Paradiso
Dante si trova ora sulla spiaggia dell’Antipurgatorio e canta la speranza rinnovata e il desiderio di continuare a salire la Montagna, attraverso i cerchi del Purgatorio, fino ai confini del Cielo. Anche qui il viaggio è scandito da incontri, come quello con Pia de’ Tolomei. Nel suo canto non c’è più il dolore che caratterizzava le anime incontrate nell’Inferno, ma evoca serenità e speranza di felicità senza fine. Giunto a metà del suo viaggio ultraterreno, Dante si lascia andare al canto di nostalgia del viaggiatore e dell’esule fin quando giunge ai piedi della Montagna che tanto aveva desiderato cominciare a salire. Ma qui giunge per Virgilio il momento di fermarsi: egli non può più accompagnare Dante che si avvicina al Paradiso. Nel suo struggente addio, egli lo dichiara ora “libero” e “signore di se stesso”. Giunto in cima al Monte del Purgatorio, egli si trova ancora in una foresta, simile alla selva nella quale aveva iniziato il viaggio, ma è una foresta piena di luce così come, grazie al viaggio compiuto, è diverso l’uomo Dante. E, finalmente, Beatrice gli va incontro. Sorprendentemente, ella lo rimprovera accusandolo di aver tradito il suo amore, ma egli, dopo aver riconosciuto la sua colpa, conclude insieme all’amata il viaggio. Introducendolo finalmente in Paradiso, Beatrice in duetto con Dante canta la bellezza dell’Amore. Nei Cieli, anche Piccarda, Tommaso e Bernardo descrivono il Paradiso e si uniscono a loro. Successivamente nel “Vergine Madre” Bernardo invita Dante a guardare negli occhi di Maria per avere la visione dell’Amore assoluto. La gioia di Dante esplode nel concertato finale, dove ogni personaggio canta l’ “Amor che move il sole e l’altre stelle”.

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LA DIVINA COMMEDIA outdoor |
“LA DIVINA COMMEDIA” outdoor ha debuttato a Firenze, città di Dante, nell’estate 2009. Possiede le specifiche artistiche dello spettacolo in scena nei Teatri riproponendole con il medesimo impatto e vede le scenografie prendere vita con grandi proiezioni architetturali o
su maxifondale. |
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Ideato e ideale per essere rappresentato nelle piazze, per esaltare e trasformare le facciate di chiese e palazzi storici nel
fantastico mondo raccontato da Dante attraverso le immagini proiettate. |
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